Decreto Milleproroghe 2026: le principali novità fiscali e societarie per le PMI
Scopri le misure del Decreto Milleproroghe 2026 per le PMI: rinvio riforma fiscale, assemblee a distanza, Fondo di Garanzia.
Il concordato preventivo biennale è lo strumento che consente ad imprese e professionisti di minori dimensioni di concordare in via preventiva il reddito d’impresa o di lavoro autonomo da dichiarare nel periodo d’imposta oggetto di concordato sul quale saranno liquidate le imposte, a prescindere dal reddito effettivamente conseguito.
L’obiettivo di questo strumento è quello di generare una maggiore partecipazione del contribuente nel meccanismo di accertamento tributario, con l’obiettivo di individuare l’imposta da versare.
Soggetti interessati
Il D.Lgs. n. 13/2024 introduce il concordato preventivo biennale (CPB) al quale possono accedere per il biennio 2024 - 2025 i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo che svolgono l’attività in Italia con ricavi e compensi non superiori a € 5.164.569:
il 15 ottobre 2024.
Invece non possono accedere al CPB, oltre i soggetti per i quali sussiste una causa di esclusione dagli ISA, tutti quelli per i quali sussiste una delle seguenti cause di esclusione:
Proposta del fisco e accettazione del contribuente
La proposta del Fisco è basata su una metodologia di calcolo che tiene conto delle informazioni presenti nelle banche dati nonché dei dati relativi al periodo precedente a quello concordato presenti nel modello ISA e più in generale nella dichiarazione redditi.
Entro il 15 giugno 2024 l’Agenzia delle Entrate formulerà una proposta di reddito attraverso un’apposita procedura informatica che il contribuente è libero o meno di accettare barrando un’apposita casella della dichiarazione dei redditi entro il 15 ottobre 2024.
Il concordato non ha effetto ai fini dell’IVA i cui adempimenti formali nonché di versamento dell’imposta restano quelli ordinariamente previsti ed ha invece effetto ai fini previdenziali, ferma restando la possibilità di versare i contributi sul reddito effettivo.
Nei periodi d’imposta oggetto di concordato continuano a sussistere gli adempimenti fiscali ordinari e pertanto i soggetti interessati sono tenuti agli ordinari obblighi contabili e dichiarativi e alla comunicazione dei dati mediante la presentazione dei mod. ISA.
Trascorso il biennio oggetto di concordato, al sussistere dei precitati requisiti e in assenza di cause di esclusione, l’Agenzia delle Entrate formula una nuova proposta di concordato relativa al biennio successivo.
Vantaggi e criticità
Il concordato preventivo biennale presenta molteplici vantaggi:
La principale criticità si riscontra in caso di redditi effettivi inferiori al concordato. Solo laddove il reddito effettivo è inferiore a quello concordato per più del 50% a causa di cause eccezionali il concordato può cessare di produrre effetti, permettendo così la revisione delle imposte dovute in base ai redditi effettivi.
In conclusione, i contribuenti che hanno regolarmente dichiarato tutti i redditi conseguiti saranno prevedibilmente poco interessati al CPB, in quanto, per avere dei vantaggi, gli stessi dovrebbero scommettere su un aumento dei propri redditi futuri; di contro, i contribuenti che hanno omesso di dichiarare parte dei propri redditi, potrebbero valutare con maggiore interesse il nuovo strumento, in quanto verrebbero presi come riferimento dei dati che non riflettono la reale capacità reddituale del contribuente.
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