L’Inflazione non si ferma. Le conseguenze per consumatori e imprese

Turbolenze dei mercati finanziari, crisi energetica – dal conflitto fra Russia e Ucraina e relative sanzioni dell’Unione Europea a Mosca – e instabilità del tessuto economico-sociale italiano: queste le possibili cause dell’inflazione che sta dominando la nostra economia attualmente. Ma cos’è l’inflazione? Su quali cifre viaggia l’inflazione in questo momento e soprattutto, quali sono le conseguenze per consumatori e imprese?

categoria

Autore

di Gianni Malerba

Come già detto nell’articolo “Un voto per il clima alle elezioni politiche 2022” saranno molte le domande a cui il nuovo Governo dovrà dare risposta, in particolare in tema economico. È dunque necessario ripartire da uno dei temi principali su cui il nuovo (o la nuova) Presidente del Consiglio dovrà lavorare in partnership con Bruxelles e le autorità UE: l’inflazione.

Cos’è l’inflazione e cosa succede quando aumenta l’inflazione?

È un fenomeno tipico delle economie di mercato, ovvero di quelle economie in cui i prezzi di beni e servizi non sono fissi ma variano. Secondo la definizione della Banca Centrale Europea, “significa che con un euro si possono acquistare oggi meno beni e servizi rispetto al passato. In altre parole, l’inflazione riduce il valore della moneta nel tempo”.

Cosa succede, allora, quando aumenta l’inflazione? Più l’inflazione sale, meno potere d’acquisto avranno i consumatori e, di conseguenza, le imprese produttrici ne risentiranno contraendo ulteriormente il mercato.

L’inflazione in Italia oggi: l’impatto sui consumatori

I dati emersi dalla stima Ocse – pubblicati il 26 settembre, il giorno dopo il voto – registrano un possibile calo dell’inflazione italiana nel prossimo anno (dal 7,8% del 2022 al 4,7% del 2023) mentre nell’Eurozona l’inflazione dovrebbe attestarsi sul 6,6% (in calo rispetto all’8,1% di quest’anno).

Quelli del G20 sono dati molto più ottimisti rispetto a quelli provenienti dall’Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea la cui Presidente Christine Lagarde intravede “prospettive economiche fosche e un’inflazione alta per un lungo periodo“. 

I più recenti dati Istat si dimostrano in linea con la previsione di Lagarde: infatti il “carrello della spesa”, composto dai beni più acquistati dalle famiglie (come frutta e verdura, pasta, prodotti per l’igiene e la casa) attesta, in agosto, un aumento pari al 10,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Secondo Coldiretti, invece, i maggiori rincari si rilevano su olio di semi e di girasole (+63%, anche a causa delle difficoltà dell’importazione dall’Ucraina), burro (+34%), uova (+15%), farina (+23%), riso e pasta (+22%), verdure fresche (12%). In particolare, il latte (il cui prezzo è già aumentato dalla primavera scorsa di oltre il 25%), potrebbe a breve costare fino a due euro al litro. Proprio il settore agroalimentare sconta anche, fra le altre cause, gli effetti della forte siccità che ha caratterizzato l’estate del 2022, determinando un aumento del prezzo dei mangimi per animali, composti principalmente da cereali.

In tale contesto, i prodotti che vengono più facilmente ridotti dalla lista della spesa settimanale del consumatore medio sono frutta e verdura, con un consumo ridotto all’11%, un dato che si attesta sui valori minimi del secolo.

È indubbio, ormai, affermare che tale situazione economica e il livello di inflazione registrato siano diretta conseguenza della crisi energetica che sta attualmente rallentando le nostre economie. Tale crisi, causata dal conflitto che si sta consumando alle porte dell’Europa, non ha conseguenze solo da un punto di vista energetico – per il rifornimento di gas dalla Russia – ma anche per la produzione di materie prime come i cereali di cui Ucraina e Russia sono grandi produttrici.

La crisi del gas e la ricaduta sulle imprese

L’impatto dell’inflazione sul bilancio di famiglie e consumatori, come detto, ricade anche e soprattutto sulle imprese, le più colpite dal crollo del potere d’acquisto. I costi che delle forniture di gas che le aziende devono sopportare sono la conseguenza naturale della crescita dei prezzi europei: la recente chiusura del condotto Nord Stream 1 (la più grande pipeline di gas naturale che giunge in Europa) da parte di Gazprom non giova ai Paesi dipendenti dal gas russo. Nonostante la ricerca di nuovi fornitori per sopperire al gas russo, infatti, si prospetta un inverno problematico per gli italiani e un ulteriore costo per le imprese, costrette ad aumentare i propri prezzi per limitare l’impatto dei costi primari. 

Sono ormai celebri le iniziative di numerosi ristoratori che hanno deciso di mettere in vista nei locali le proprie bollette per giustificare gli aumenti dei prezzi e sensibilizzare così la clientela; numerosi altri commercianti, invece, hanno deciso di chiudere prima le proprie attività o spegnere le insegne dopo un determinato orario. Non manca chi, comunque, è stato costretto a chiudere definitivamente.

Per fornire alcuni dati su una diversa categoria di imprese, diversa dalla ristorazione, secondo Confartigianato le micro e piccole imprese italiane hanno già speso 21,1 miliardi in più rispetto all’anno precedente per l’energia elettrica.

Inflazione: quale strategia per superare la crisi 

Facendo nostre le parole di Silva Pompili (Cna Industria) – la quale chiede al nuovo Parlamento misure urgenti per combattere l’impatto “devastante” che crisi e inflazione stanno avendo sul settore industriale – è necessario che non solo il nostro Legislatore, ma anche le istituzioni UE si muovano in tal senso. Anche la Banca Centrale Europea deve adeguarsi alla nuova situazione, senza dimenticare la recessione stimata per la Germania prossimamente, che potrebbe trascinare con sé tutta l’Eurozona. Il piano della BCE per frenare i prezzi consiste nel procedere ad aumentare i tassi, una misura che secondo Lagarde porterebbe a una reazione dei mercati. 

Ma al di là di tali misure, momentaneamente funzionali, è necessario un programma di medio-lungo periodo di aiuti a famiglie e imprese, al fine di affrontare non solo l’inverno che ci aspetta, ma anche le successive fasi temporali. La strategia, dunque, non potrà essere solo di breve periodo ma spingersi oltre e programmare i nostri prossimi anni.

Archivi

Articoli correlati

Consulenza onesta, seria, disponibile. Sempre.